Il coraggio.

Nella vita bisogna avere il coraggio di affrontare la propria passione.

E io il coraggio di affrontare il mio respiro non ce l’ho.

Non sono abbastanza social, non vivo di contatti, non so parlare di quello che faccio senza che mi perda in un mare di timidezza e insicurezza.Quindi in una contraddizione nevrotica affronto tutto il resto con sfrontatezza e temerarietà ma guai che si parli del mio modo di vivere d’arte.

Mi metto da parte.

Mia cara Gelsomina questo sasso non serve a un bel niente.

Ma tu quand’è che vai in ferie?

Potrei rispondere in un paio di modi diversi,io freelancer funambola,potrei dire che smetto di lavorare quando chiudono le aziende con cui collaboro,che smetto quando finisco il progetto,che aspetto la congiunzione astrale giusta o l’ultima profezia maya peresempioabuttarlalìnsomma.

In realtà io non vado in ferie,io non mi fermo.Ma come si fa a rilassarsi in questo Sud?come si fa a prendersela comoda quando a fine mese non hai lo stipendio fisso,quando ti devi allenare per rincorrere il tuo compenso,che nel miglior dei casi arriva con degli ammanchi perchè “dai chiudi un occhio,ti diamo continuità”,quando nella mente del datore non sei tu che offri una competenza ma loro che ti danno in “dono” un lavoro,quando vieni travolta dalle tragedie della vita e non puoi nemmeno startene a casa per malattia,quando la partita iva è una spada di Damocle ,quando insomma ti racconti la favola che così salvaguardi la tua libertà di pensiero,il tuo tempo libero,la tua salute e in realtà hai il comodino pieno di gastroprotettori e di tisane rilassanti. E chi me la fa fare?ah boh a dirla tutta non lo so,ma così va.  

Peró poi ti rendi conto che un paio di matite colorate e dei fogli fanno le tue vacanze,ecco per oggi sono in ferie.almeno per le prossime 12 ore.del domani non v’è certezza e del “settembre” manco a parlarne.


Buone vacanze.

Uddo,non imparerò mai a suonare la chitarra.

La tua musica Fulvio e io.A gambe incrociate vicino ai tuoi vinili io ci ho passato gli anni belli e mi hai presentato i Beatles,i Pink Floyd , De Gregori ,Guccini,Claudio Lolli,il mio Lucio,De Andrè… poi sono cresciuta e hai riempito il mio computer di prog,io mica sapevo cos’era il prog,io che all’epoca ero immischiata nel metal,mi ci sono appassionata e le tue cartelle non le ho mica cancellate come mi dicevi di fare,preziose.

Tu che eri uno zio e io zio nn ti ho mai chiamato,perchè zio fa vecchi e tu non lo sarai mai.io che ti ho guardato nelle ultime file dei tuoi spettacoli,quello è un pò del mio sangue, dicevo a tutti,vedete perchè mi piace la musica?è colpa sua dicevo,tu non lo sapevi ma la tua passione ha salvato anche me dal non senso della vita e lo sta facendo adesso che tu sei partito col treno che più di sangue e sudore non si può,lo sta facendo con Titanic del 1982 ,che quando le altre ragazzine ascoltavano i vari massimo di cataldo dell’epoca tu mi passavi le cassette e io le consumavo fino a quando il nastro si rompeva.io ti saluto e non lo farò mai completamente, io nn ci riuscivo nemmeno quando eri qui ,perchè tu eri tante cose e io ti guardavo, mi facevo piccola piccola e mi vergognavo anche un po’,perché eri un calderone di onestà, sensibilità, musica e parole.

che cazzo hai fatto Uddo?

salutami Antonio e Lina, digli che quaggiù siamo sempre più soli.

Centocinquanta stelle in fila indiana,
in questa notte umida che sa di maggiorana,
in questa notte splendida che sa di malva,
centocinquanta stelle in questa notte calda.
Centocinquanta stelle o centocinquantuno
ed io che le sto a contare in questo cielo di nero fumo.
Le conto e le riconto e vai col tango,
in questa notte lurida che sa di fango.
E tirano certe bombe che nessuno se le aspettava,
in questa notte storica senza lapilli e senza lava
e tirano certe bombe
che sembrano dei giocattoli
che ammazzano le persone e risparmiano gli scoiattoli.
Centocinquanta stelle e più di una scintilla,
in questa notte isterica che sa di camomilla,
centocinquanta stelle o millecinquecento
ed io che le riconto e piano piano mi addormento.
Centocinquanta stelle ed una stella sola
in questa notte ipocrita che sa di Coca Cola,
una notte così amichevole da dormire in un sacco a pelo,
centocinquanta stelle in mezzo al cielo.

Buon compleanno Frida.

1907 – 2016 .

Avevo 14 anni, guardavo il tuo ritratto su un libro d’arte delle medie e mi perdevo nel tuo sguardo e dentro di me l’urlo dell’arte si è fatto fortissimo.Quegli occhi mi accompagnano ogni volta che dipingo.La forza di essere nella catarsi dell’autoritratto.

Quando ho preso la prima tela in mano ho capito che tutto il mio bisogno, il mio dolore  e il mio amore mi avvicinavano a te. Io ti celebro con il calice di vino in mano, perchè tu sei per me la forza,l’indipendenza e la passione che fanno di una donna una Donna.

Buon Compleanno Frida.

A la bruja me encontre
en el
aire iba volando
en el aire iba volando
a la bruja me encontré, ¡ay mamáfrida

Intanto la partita va.

La mia passione consiste nel perdermi in qualsiasi momento nella ricerca dell’ispirazione,del guizzo e del “non so che” che mi trascini fuori dal “poi lo faccio”.

E intanto la partita dell’Italia prosegue mentre io, circondata da spettatori peroni-muniti,sgranocchio noccioline e mi perdo in instagram, #africa,#pencil,#draw. Ho in mente quello che accadrà nei prossimi giorni.

E da questo disegno partiró.

Hai un blog?

Partiamo dal presupposto che non amo affatto parlare di me,che per quello,mi dico,basteranno le mie tele,i miei disegni,le mie illustrazioni.mi dico.e non è così bisogna anche scrivere per diventare “virali”,incuriosire.Essere la propria agenzia di comunicazione,che poi io sono pure  una che è immischiata in questi “loschi” affari.
Ok ! vi racconteró di me e di quello che faccio.

Matucellhaiunblogghe? SI!

Mi chiamo Nadia ho 34 anni e anche io entro di diritto nel mondo del “diventeró qualcuno”…o qualcosa(?!?)”. 🤓

un sasso

Nadia Gelsomina ha nella sua arte la strada e il circo.

Il circo dello studio e della committenza, con i loro tempi stretti e la necessità di non perdere tempo.
La strada degli incontri fatti quando il tempo non è corsa ma risorsa.

Sul suo cappellino si appunta l’alloro del Diploma all’ Accademia di Belle Arti di Bari.

La pittura e’ il suo assolo musicale. Suggestioni afro, colori intensi, pennellate morbide di struggente dolcezza a trasmettere  il calore del Sud, di ogni Sud.

Il fumetto è disegno, linee più dure ma tangibili, reali, pienamente descrittive di volti ora assorti, ora giocosamente inquisitori.

Recita la sua piccola ma significativa parte nel Circo della Moda, lavorando come Graphic Designer.

Il suo stile, mai uguale a sè stesso, ha iniziato a viaggiare anche nel mondo dell’editoria, facendo capolino dalle vetrine delle librerie. A vantaggio dei piccoli Zampanò che restano affascinati dalla sua visione, e che considerano l’Arte utile, ancora e sempre.

“No, non lo so a cosa serve questo sasso, io. Ma a qualcosadeve servire. Perchè se questo è inutile, allora è inutile tutto. Anche le stelle.” (da ” La strada “, F.Fellini)

Loredana